CREME SOLARI: DOPO UN ANNO SI POSSONO ANCORA USARE?

Capita spesso che dopo l’estate ci rimangano delle confezioni di creme solari aperte e solo parzialmente utilizzate. Di solito per evitare sprechi si conservano per la stagione successiva, ma è davvero possibile usarle anche dopo un anno oppure sarebbe meglio evitare queste creme solari?

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Come riportato sulle confezioni, i produttori consigliano un utilizzo entro i 12 mesi dall’apertura del flacone. Ciò significa che, almeno in teoria, sarebbe meglio buttare i residui di questi prodotti piuttosto che utilizzarli nel corso dell’estate successiva.

Le aziende, con questa dicitura, si mettono a riparo da possibili problemi, non viene garantita infatti, dopo un anno dall’apertura, la normale efficacia del prodotto che potrebbe quindi non fornire la corretta protezione dai raggi solari con pericolose conseguenze per la salute.

E’ per questo che tante persone scelgono di buttare le creme aperte ma, andando ad analizzare i solari un anno dopo, davvero c’è questo rischio?

I solari analizzati ad un anno dall’apertura

Secondo un recente test di Altroconsumo, in realtà, le creme solari mantengono la loro efficacia anche trascorsi i canonici 12 mesi dall’apertura. Questo almeno è vero nei 3 prodotti analizzati dalla nota rivista, tutti dedicati alla protezione dei più piccoli: Nivea Sun Kids Protect & Sensitive 50+, Ambre Solaire Kids Advanced Sensitive 50+, Aptonia 50+ kids (solare venduto da Decathlon).

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Per valutare l’efficacia di questi prodotti ad un anno dall’apertura, i laboratori di Altroconsumo hanno effettuato una serie di test anche in seguito ad alcuni trattamenti speciali volti a simulare le peggiori condizioni che si verificano quando si portano le creme solari in vacanza. Dunque non solo si trattava di prodotti già aperti ma anche sottoposti a degli sbalzi termici (sono stati messi prima per un giorno a +4° come nella stiva di un aereo, poi per 12 giorni a 40° aprendoli 2 volte al giorno, poi posizionati sotto il sole per una settimana e infine riportati a +4°).

 

Che cosa è successo alle 3 creme solari? Assolutamente nulla, non hanno subito variazioni di colore, odore, consistenza o altro e anche dopo i test hanno mostrato la stessa identica efficacia protettiva dell’anno precedente. Altroconsumo segnala inoltre che ulteriori 5 solari analizzati da altre associazioni di consumatori europee hanno ottenuto lo stesso risultato.

 

Quando si può riutilizzare una crema solare

Prima di riutilizzare il vostro solare aperto dalla stagione precedente dovete verificare che nulla, almeno all’apparenza, sia cambiato. Dunque l’aspetto, la consistenza e il colore devono essere gli stessi, molto importante anche l’odore che non deve essere rancido o cattivo.

Attenzione invece se si verifica una separazione degli ingredienti, ovvero ad esempio se mettendo un po’ di prodotto sulla mano notate che esce prima l’olio e poi la crema. In questo caso gettate il tutto.

Vi consigliamo comunque, dato che il test di Altroconsumo è stato fatto su un piccolo campione di prodotti e tra l’altro non si tratta di solari biologici e con buon inci (che proprio perché naturali tendono a durare di meno nel tempo), di fare attenzione al primo utilizzo. Magari verificate nelle ore meno calde del giorno o su una piccola parte del corpo la reale efficacia del vecchio solare prima di esporvi completamente.

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Sia le creme solari nuove che quelle aperte e magari utilizzate l’estate precedente vanno conservate con un certo criterio in modo da scongiurare il rischio che perdano efficacia. Tenetele in luogo fresco e asciutto, lontane dalla luce solare soprattutto in spiaggia ed evitate di lasciarle chiuse in macchina, luogo che rinomatamente si surriscalda. Importante anche richiudere le creme subito dopo l’utilizzo.

E’ vero che il test ha sottoposto le creme a grandi sbalzi di temperatura ma, quando possibile, è sempre meglio non rischiare!

Quanto durano i cosmetici aperti

E per quanto riguarda i cosmetici invece? Dopo quanto tempo dall’apertura sono da buttare e come si possono riutilizzare? Anche in questo caso bisogna prestare particolare attenzione ad eventuali cambiamenti di odore, colore e consistenza, che rappresentano un segno tangibile di deterioramento.

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