Lo scialle: dall’armadio della nonna a tendenza autunno/inverno 2017/2018!

Lo scialle è un accessorio che le donne utilizzano da sempre: sinonimo di stile ed eleganza, è capace di rendere originale e unico anche il più semplice degli outfit. Super tendenza tra gli accessori per questo autunno/inverno 2017/2018, scoprite tutti i dettagli su questo capo ereditato direttamente dall’armadio della nonna!
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Quali accorgimenti adottare per dare un tocco fresco e attuale al vostro look? L’accessorio più chic da indossare durante questa stagione invernale è sicuramente lo scialle! Come avrete potuto notare, una delle tendenze che la moda continua prepotentemente a sottolineare è il ritorno del vintage: dalle spille, preziosissime in ogni loro dettaglio agli occhiali, nelle forme iconiche che ricordano le indimenticabili dive del passato. Tra questi accessori un po’ nostalgici non poteva proprio mancare lo scialle, un capo unico ereditato dall’armadio della nonna, estremamente versatile e comodo. Scopriamo insieme tutte le curiosità sullo scialle, un accessorio che la moda, ciclicamente, ripesca dal passato! 

Storia dello scialle

Scialle: la sua storia. 1954, Lollobrigida ne indossa uno in lana spessa; 1999, Uma Thurman lo indossa al party degli Oscar; 2015, l’influencer Candela Novembre indossa una stola firmata Loewe. Fonte: getty image

Panno quadrato o rettangolare, di origine orientale, lo scialle viene utilizzato per coprire la nuca e le spalle nude. Nel Kashmir, fin dal XV secolo si confezionavo scialli con la finissima lana della capra tibetana. Gli scialli prodotti nel Kashmir ebbero un successo straordinario in Europa durante il periodo del Direttorio, come utile complemento della moda che imponeva leggeri abiti drappeggiati, profondamente scollati e senza maniche. Lo scialle autentico, troppo costoso, fu gradualmente sostituito da imitazioni economicamente più accessibili. Questo accessorio, pur trasformandosi con la moda e variando di dimensioni, rimane (per oltre un secolo) elemento di indiscussa eleganza femminile. Decade verso il 1880 e riappare nel 1919 adorno di grandi frange, in seta o lana ricamata, in laminato, o nel preziosissimo velluto dipinto

Di invenzione orientale, lo scialle è un accessorio che le donne utilizzano da sempre. Al giorno d’oggi, è sinonimo di stile ed eleganza, capace di rendere particolare e originale anche il più semplice degli outfit. Il modo classico per indossare lo scialle è utilizzarlo come una semplice sciarpa: vi basterà avvolgerlo intorno al collo senza stringere troppo, in modo da farne risaltare la fantasia e la sfumatura del colore. In base alla sua dimensione, potrete scegliere se realizzare un nodo sulla scollatura o avvolgerlo semplicemente intorno alle spalle, in modo che le estremità tornino verso la schiena. L’ideale è scegliere uno scialle dalla forma quadrata, poiché vi basterà piegarlo nel verso della sua diagonale interna, ottenendo così una forma triangolare. Un’altra variante potrebbe essere quella di lasciare un estremità sul davanti e lasciare che l’altra scorra in maniera morbida lungo tutta la schiena.

Scialle uncinetto: le diverse proposte fatte a mano, tra cui un modello da sposa. Fonte: pinterest.com

Assortito tra tendenze dal sapore (ovviamente) vintage, mettersi lo scialle della nonna durante questo inverno sarà di super tendenza! Infatti, questo accessorio è diventato oggi un vero e proprio must-have: è uno dei trend protagonisti per la stagione invernale che sta per travolgerci, è versatile e lo si può usare in mille modi diversi. Insomma, se non ne avete uno è tempo di procurarvelo. E perché non realizzarlo voi? Ci sono tantissimi modelli, colori e trame da cui prendere ispirazione… In questo modo, ne avrete uno super originale e che vi invidieranno tutte!

Lo scialle indiano, più conosciuto come pashmina!

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La saggezza popolare indiana sostiene che, se lo scialle di uomo passa senza esitazioni all’interno di un anello da anulare, allora la pashmina è vera e di qualità. Ma cos’è la pashmina? Questo termine è diventato sinonimo di scialle indianocaratterizzato dalle inconfondibili frange sottili. Oggi, indica generalmente una sciarpa o uno scialle di lana morbida ma, in realtà, la pashmina è una qualità di lana molto molto sottile. La pashmina rende originali e ricercati tutti i vostri outfit! Ecco perché nel corso degli ultimi anni ha riscontrato un grandissimo successo, e oggi è considerato un vero e proprio must-have della moda autunno inverno 2017/2018!

La preziosità di questo accessorio la si percepisce scoprendo che la lavorazione del cashmere da cui si ottiene la pashmina è un processo che avviene interamente a mano, perché le macchine automatiche potrebbero causare la rottura della stola. La realizzazione della pashmina richiede dunque abilità, pazienza e dedizione. Le fasi principali della sua realizzazione sono cinque: la raccolta e la pettinatura delle capre, l’operazione di cernita manuale mediante cui si separano i peli più grossi e ruvidi da quelli più morbidi, la selezione delle fibre più pregiate, la filatura che consiste nella trasformazione delle fibre in filato e, infine, la tessitura. Anche i ricami, generalmente vengono realizzati a mano.

Amiche, cosa ne pensate dello scialle? Non potete non averlo nel vostro guardaroba per questo inverno!

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Colloquio di lavoro : Dalla scelta del colore a quella dei tessuti, i 10 consigli per un look adatto

Niente di vistoso – mai in arancione e no alle scollature vertiginose -ed essere se stessi, ma l’abito conta e condiziona la “enclothed cognition”.

 

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Si dice che “l’abito non fa il monaco” ma quando si tratta di affrontare un colloquio di lavoro l’outfit giusto può davvero fare la differenza. E se è vero che il linguaggio verbale incide solo per il 10% nella comunicazione, come riportato in numerosi studi condotti da linguisti, è importante giocarsi tutte le carte nei primi secondi decisivi in cui il selezionatore inquadra il candidato ed effettua d’istinto già una prima selezione.

Il codice di abbigliamento dell’azienda

Il segreto? Indossare abiti in cui ci si senta a proprio agio ma che, al tempo stesso, rispettino il codice di abbigliamento di quella determinata azienda. Una teoria comprovata da un’indagine inglese, condotta dalla società di recruiting TheLadders.co.uk, secondo cui ben 4 selezionatori su 10 (37%) scelgono i candidati basandosi sul dress code. A dimostrare invece che i vestiti hanno il potere di condizionare la percezione di sé, secondo un meccanismo che si chiama enclothed cognition, ci hanno pensato due studiosi della Northwestern University, pensiero ripreso anche sulle pagine del The New York Times. È quanto emerge da uno studio condotto da Espresso Communication, per Bigi Cravatte Milano, attraverso il monitoraggio di oltre 70 testate internazionali e il coinvolgimento di fashion blogger ed esperti di stile.

Equilibrio tra look e ambiente

Importante è quindi informarsi adeguatamente sull’azienda presso la quale si intende svolgere il colloquio, individuando l’equilibrio giusto tra il look richiesto dall’ambiente di lavoro e il rispetto della propria personalità.

I colori

Come scegliere quindi l’outfit adatto all’ambiente di lavoro evitando di trasmettere disagio e incoerenza? “Innanzitutto il colore è una componente estremamente importante per la scelta di abiti e accessori – prosegue Stefano Bigi –. Nell’abbigliamento maschile il grigio e il blu sono un passepartout in queste situazioni ma per chi vuole dare un tocco di personalità al look mantenendo un registro formale è possibile abbinare accessori nelle diverse tonalità del blu, o nei colori bordò, marrone e verde.

I tessuti

Per quanto riguarda materiali e fantasie, si può optare per una cravatta tinta unita o con piccoli disegni, prediligendo i classici colori scuri, per la candidatura a ricoprire una posizione di lavoro d’ufficio in un ambiente elegante e formale. Spazio a cravatte sfoderata con orlo a mano, dallo stile più casual, o alla classica riga, in seta/lino per la stagione estiva, per ambienti più informali. Infine, per presentarsi ad un colloquio di lavoro per una posizione che implichi creatività e personalità suggerisco una cravatta più stretta. Il consiglio è sempre quello di non eccedere indossando colori sgargianti o accessori troppo stravaganti”.

Niente scollature profonde

Marie-Loù Pesce, blogger di Fashion in the Moonlight, suggerisce invece qualche proposta di outfit femminile per non essere colti impreparati durante una job interview: “Per candidature nel settore finanziario, bancario, giuridico, o per qualsiasi altro lavoro d’ufficio, la scelta ideale è mantenere un look classico ed elegante. Niente gonne vaporose o pantaloni eccentrici ma soprattutto niente scollature profonde. Per posizioni lavorative più informali propongo di abbinare i pantaloni ad una giacca particolare o di indossare una shirtdress, completando il look con accessori divertenti. Infine, se la candidatura è per un posto da creativo sarà possibile prendersi un po’ più di libertà con il codice di abbigliamento. Per un outfit particolare e ricercato suggerisco di dare un tocco di personalità al look con un bel fiocco al collo, un maglione stampato o dei pantaloni stravaganti.”

Mise e personalità del candidato

Tendenze confermate anche da uno studio realizzato dall’azienda di recruiting TheLadders.co.uk e pubblicato sul sito dell’Università britannica del Kent, dal quale è emerso che il 37% dei responsabili HR intervistati hanno ammesso di aver assunto candidati basandosi sul loro outfit. In particolare il 36% ha ritenuto che l’abbinamento di colori e stili fosse un importante indicatore della personalità del candidato, mentre il 75% ha valutato la coerenza degli abiti alla circostanza. Il 33%, infine, ha ritenuto importante la corrispondenza dello stile dell’aspirante alle politiche aziendali.

Mai in arancione

E i colori? L’arancione è considerato il colore peggiore da indossare per un colloquio di lavoro (95%), seguito dal rosso 84% e dal rosa 83%. Imperdonabili infine gli abiti stropicciati e macchiati per 59% dei dirigenti. Per gli uomini sì a calzini neri 77%, scarpe in pelle nera 56%, abito su misura navy 51%, giacca e cravatta (50%), camicia a maniche lunghe bianca o blu 48% e gemelli 37%; no a chinos 50%, polo 66%, jeans 82%, t-shirt 88% e giacche di pelle 70%.

No alla gonna corta

Per le donne invece sì a collant 94%, tacchi alti 69%, gonna o abito nero a metà lunghezza 64%, perle 56%, camicia a maniche lunghe o camicetta 42%; no a gioielli pendenti 99%, spalline 97%, scollature profonde 95%, gambe nude 94%, scarpe sportive 91% e gonna corta 60%. Tra le violazioni più comuni al dress code aziendale, rilevate dalla società americana di consulenza aziendale OfficeTeam intervistando un panel di responsabili HR, sul podio ritroviamo un abbigliamento eccessivamente casual (47%), seguito da troppa pelle in mostra (32%).

Il decalogo

Ecco infine i 10 consigli degli esperti di stile per fare centro al colloquio:

1. Assicurarsi che i vestiti siano puliti e stirati.

2. Evitare abiti visibilmente troppo stretti, che non si adattano al proprio fisico.

3. Evitare i colori troppo sgargianti.

4. Evitare accessori e gioielli troppo vistosi, oppure profumi e dopobarba troppo persistenti.

5. Indossare scarpe pulite e non usurate. Gli uomini sono invitati ad evitare sneakers e optare per un paio di stringate classiche. Mentre alle donne si consiglia di non indossare tacchi eccessivamente alti e sandali.

6. Assicurarsi di indossare una cintura coerente con l’outfit e possibilmente abbinata al colore delle scarpe.

7. Presentarsi con capelli e barba in ordine.

8. Assicurarsi di avere le mani curate tenendo presente che sono la parte del corpo maggiormente esposta durante il colloquio.

9. Considerare che non esistono colloqui informali. Nel dubbio meglio “eccedere con le formalità”.

10. Ed infine essere se stessi, la cosa più importante.